sabato 18 novembre 2017

LA FED "VALIDA" ORIZZONTE48...CON 4 ANNI DI RITARDO. AUTORITARISMO (DEI MERCATI) E REDDITO "UNIVERSALE"

http://4.bp.blogspot.com/-LdS0g9mxFPw/VMNBktFZICI/AAAAAAAAPMk/5BeP-8kROOU/s1600/Von-Hayek-visto-da-Barra-Caracciolo.jpg
"Non vi è motivo per cui in una società libera lo stato non debba assicurare a tutti la protezione contro la miseria sotto forma di un reddito minimo garantito, o di un livello sotto il quale nessuno scende. E' nell'interesse di tutti partecipare a quest'assicurazione contro l'estrema sventura, o può essere un dovere morale di tutti assistere, all'interno di una comunità organizzata, chi non può provvedere a se stesso." (F. A. von Hayek, Legge, legislazione e libertà, Il Saggiatore, Milano, 2000, pag. 292). E il cerchio si chiude.
1. Rammenterete certamente questi passaggi di un post di inizio 2014, che abbiamo più volte riportato (qui, pp. V-VIII), e che "riduco" allo sviluppo essenziale ai fini del discorso che stiamo per svolgere:
"V. Ora perchè credono che un sistema incorreggibile possa andare avanti?
Per il semplice fatto che "possono"...farlo andare avanti. E' una questione di potere, esattamente come evidenziò Kalecky nel parlare della rinuncia, da parte dei capitalisti, alla piena occupazione, ed ai maggiori profitti connessi, come obiettivo ben più appetibile della prospettiva, alternativa, della rinunzia alla "disciplina nelle fabbriche" e al controllo delle istituzioni di governo.
Dunque, oggi, poichè "possono", sostengono che, nonostante il "loro" modello sia portatore di disoccupazione diffusa e distruzione della domanda aggregata, e nonostante ciò nel lungo periodo distrugga la base di investimenti, tecnologie e di potenziale demografico necessari per perseguire il "loro" stesso disegno, , come dice Krugman, "stavolta è diverso"...
Alla fine dei giochi, tutto questo "gioco di potere", è proprio del capitalismo sfrenato, una volta che si sia, nella forma "nuova prescelta", insediato in super-istituzioni e intenda rendersi "bene accetto", appunto, come ordoliberismo.
Il punto debole politico di questa strategia, però, -quello economico è talmente evidente che non ha bisogno altro che di attendere la catastrofe inevitabile-  è l'intrinseca visione mercantilista egemone germanica: che si trova a fronteggiare le diverse esigenze del "liberoscambismo" interatlantico, che si fonda su una diversa concezione, molto più pragmatica, della stessa piena occupazione. Quest'ultima, nella visione sostenuta dagli USA, non è un bene sacrificabile quanto lo è la tutela sociale del lavoro
I "consumatori", sebbene ora miopemente "separati" dalla concezione "fordista" - che accetta che i salari (nominali) crescano con la produttività (nominale) e non debbano essere sacrificati per una gigantesca redistribuzione, chiamata attualmente "stabilità dei mercati finanziari"-, devono pur sempre esserci e costituire una massa "matura" di potere d'acquisto, in assenza della quale neppure la liberalizzazione, per mezzo di un trattato, di ogni possibile servizio (pensioni=fondi finanziari privati e sanità=assicurazioni private) o settore di mercato (magari la stessa difesa), sortirebbe gli effetti auspicati: cioè quelli sui profitti delle imprese che si vedano aperti nuovi "liberi mercati".
VI. Il problema è che gli USA…non hanno capito che, una volta accettato di non contestare il legame tra limitazioni del deficit pubblico e auspicata destrutturazione definitiva del welfare, le riforme strutturali provocano un effetto politico di rafforzamento delle tendenze mercantiliste che oggi vorrebbero combattere: si tratta sostanzialmente della sindrome "dell'apprendista stregone", (opposta a quella del "questa volta è diverso")...
Una volta evocato il capitalismo sfrenato non si può poi fermarlo a piacimento: il "lavoro-merce" diviene un problema di arretramento oltre gli stessi desiderata dell'improvvido apprendista.
Riusciranno a fermare tutto questo, se veramente sono interessati a questo tipo di "recupero" delle potenzialità dei mercati UEM?
VII. Per farlo devono comprendere le ragioni profonde della loro stessa crisi sistemica: il neo-liberismo, non è buono se legato alle "nuove" politiche monetarie, mentre diviene "cattivo" se trasposto in Europa in forma di ordoliberismo a matrice mercantilista tedesca. Ma non è possibile ritenere che un ripensamento di questo genere avvenga, da parte loro, in tempi accettabilmente brevi e senza traumi al loro stesso interno
VIII. ...E ciò, vista anche l'evoluzione della situazione "globale", che implica un progressivo cedimento della "facciata" marmorea di una governance mondialista affidata alla grande finanza, ormai irreversibilmente screditata. 
In una situazione, cioè, in cui il capitalismo finanziario finisce per essere come un condannato con la "condizionale",  questa sorta di "epigrafe", vale nell'orizzonte del breve periodo…Avranno perso ogni legittimazione anche di mera facciata, e il controllo mediatico non basterà più: come potranno i giornalisti di regime e i banchieri istituzionalizzati chiedere ancora alle masse di disoccupati e lavoratori precari, spogliati di ogni sicurezza sociale e dei loro risparmi (e prospettive di risparmio) di sopportare ancora i costi della crisi che "loro" avranno nuovamente provocato?
Nel medio-lungo periodo, dunque (quando ancora non "saremo tutti morti", si spera), questa incomprensione, o incompleta comprensione, degli effetti del neo-liberismo, porterà inevitabilmente a ripensamenti e revisioni da parte di tutti gli attori (USA in primis): tanto più traumatici per tutti, quanto più sarà ritardata l'espulsione dai processi decisionali degli attuali componenti della stessa governance "globale…". 
 
2. Ma l'ostinazione a conservare un mercato del lavoro, e un assetto della produzione, in cui finanziarizzazione e crescita salariale a malapena legata alla produttività reale (a malapena: come piaceva a Hitler...), provoca un'inesorabile destabilizzazione sociale (cfr; p.5, con tanto di risvolti €uropei) e il rimedio, lo abbiamo già visto, è questo: 
"La tendenza alla militarizzazione dell'attività di polizia è già largamente in atto negli USA: le sue implicazioni in una "federazione interstatale" di tipo liberoscambista, cioè governata dai "mercati", sono evidenti e ne abbiamo discusso qui. Quanto e con quali prospettive sia in atto, ve lo riporto e si ascrive alla voce "cop or soldiers?  In USA. 
Nell'€uropa della pace e della cooperazione tendono a risolvere lo stesso problema in modo radicale: non ponendoselo affatto:
"Alla fine l'epicentro e i fenomeni anticipatori delle (più varie) situazioni sono sempre gli USA:
a) War Weapons For America's Police Departments: New Data Shows Feds Transfer $2.2B In Military Gear (da Forbes)
b) Militarization of police- From Wikipedia (!), the free encyclopedia
  c) Cops or soldiers? (The Economist)- America’s police have become too militarised.
Ora prendi come strutturalmente replicabile, nel liberismo mondialista, il prodiano "ma un giorno ci sarà una crisi..." Patapumf! Una bella bolla finanziaria la cui energia tellurica si sta già accumulando.
Può essere questa estate o l'anno prossimo o...chissà: dipende anche dalle condizioni politiche in USA per dare il via libera al nuovo "aggiustamento"...
Ed allora chiediti: perché credi che insistano così tanto per predisporre, al più presto, il mitologico €sercito €uropeo (a comando centralizzato teutonico)?
Lo sanno quel che succederà quando adotteranno le nuove ondate di austerity emergenziale per "uscire dalla crisi" (e probabilmente gli piace pure immaginarselo).
E poi: quale concreto modo risulterebbe migliore per SOSPENDERE LE ELEZIONI (che anche idraulizzate non sarebbero più a €sito controllabile)?
Magari, in Italia, i carri armati non saranno guidati da soldati italiani.
Almeno nelle fantasie di molti €uropeisti...".
3. La cosa interessante, e anche inquietante, per la verità, è ritrovare in un articolo di Zerohedge, - a sua volta ispirato da un articolo di Reuters,- la formulazione operativa di previsioni ed analisi sostanzialmente coincidenti con quelle sopra riportate, ma compiute partendo da presupposti economico-sociali, "critici", palesemente opposti (sostanzialmente rothbardiani, come vedrete). 
E peraltro, compiute sul presupposto dell'abbandono di ogni speranza di una riforma del loro mercato del lavoro, in favore della visione hayekiana del welfare di sussistenza; prospettiva, anch'essa ampiamente preannunziata in questo blog (v. la voce Elysium). 
I rimedi in preparazione sono programmati nonostante il discredito del paradigma monetarista-neo-classico e, per di più, ascritti all'orientamento che sta già maturando nella Fed. Ed ignorando a piè pari, naturalmente, una realtà dei dati socio-economici sempre più eclatante:
 

Aggiornato: 
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/e/ef/Productivity_and_Real_Median_Family_Income_Growth_in_the_United_States.png/450px-Productivity_and_Real_Median_Family_Income_Growth_in_the_United_States.png

https://www.brookings.edu/wp-content/uploads/2017/09/thp_20170926_thirteen_facts_wage_growth_figb.jpg


3.1. Ovviamente, tutto questo si pone in sinergia complementare al potenziamento autoritario militar-poliziesco, come appunto sottolinea Zerohedge (i commenti al testo tradotto sono tra parentesi quadre):
"In un momento di rara capacità di visione, due settimane fa, in risposta alla domanda "Perchè gli "establishment media" stanno romanticizzando il comunismo [NdQ: mostrando peraltro di averne un'idea, a dir poco, ridotta a inesatti slogan propagandistici anni '50], l'autoritarismo, la povertà la fame, la polizia segreta, le uccisioni, l'incarcerazione di massa? WTF?", dicemmo che tutto ciò era semplicemente un "preludio al reddito universale fondato sulle banche centrali", o in altre parole, liquidità immessa dalla Fed e garantita per tutti [NdQ: idea "pietistica" di welfare-reddito di cittadinanza che, com'è noto, lungi dall'essere comunista, è invece formulata da Hayek e Friedman, fondatori della Mont Pelerin Society e principali teorici dell'ideologia neo-liberista].
Giovedì pomeriggio, in un nitido avvertimento su ciò che sta per accadereil Presidente della San Francisco Fed, John Williams, ha confermato i nostri sospetti quando ha affermato che per combattere gli effetti della prossima recessione, i banchieri centrali "globali" saranno costretti a mettere in campo una nuova serie di "soluzioni", poiché il semplice tagliare i tassi di interesse non funzionerà più, e in aggiunta a ulteriori QE e forward guidance - entrambi utilizzati largamente nell'ultima recessione - la Fed potrebbe dover usare i tassi di interesse negativi, così come strumenti mai sperimentati prima come il c.d. price-level targeting o il nominal-income targeting.
L'eclatante ipotesi è una tacita ammissione che come effetto dell'invecchiamento della forza lavoro e della drammatica pigrizia (!..."slack") che permane nella forza lavoro, la banca centrale USA dovrà intraprendere drastici provvedimenti per salvaguardare l'ordine e la coesione sociale (!). 
Secondo Williams', riporta Reuters, i banchieri centrali dovrebbero adottare tali misure in questo momento di “relativa calma economica” onde ripensare il loro approccio alla politica monetaria. 
Altre voci hanno fatto da eco alla implicita ammissione di Williams che, come risultato di 9 anni di tentativi della Fed di stimolare l'economia - riuscendo tuttavia soltanto a determinare la più grande bolla speculativa della Storia - gli USA si ritrovano in una strada economica senza uscita, come il Presidente della Chicago Fed Bank, Charles Evans, il quale ha di recente esortato ad un'urgente revisione della strategia della Fed; ma l'appello di  Williams di una reimpostazione mondiale delle politiche economiche è notevolmente più ambizioso [NdQ: il che non fa di Evans e Williams degli sconsiderati che non tengono conto della realtà...quella realtà che invece Zerohdge pare non aver ben chiara, nonostante i sottostanti grafici]
https://mishgea.files.wordpress.com/2017/02/debt-composition-2017-02-16.png [NdQ: Se tirate una linea nel grafico sottostante, le insolvenze sono agli stessi livelli del 2007 e non sono mai "scese" al di sotto del livello precedente all'ultima crisi, mentre il debito complessivo, come si vede dal grafico soprastante, è tornato allo stesso livello...]

https://mishgea.files.wordpress.com/2017/02/debt-delinquencies-2017-02-16a.png

"Tra gli altri suggerimenti avanzati da Williams sono considerati non solo i tassi di interesse negativi ma anche l'innalzamento del target di inflazione - al 3%, 4% o anche più, nel tentativo di abbattere il debito [NdQ: privato, sia chiaro] rendendo insopportabile la vita alla maggioranza della popolazione - considerando tale quadro di nuove politiche monetarie [NdQ: il nostro rothbardiano di ZH con questa considerazione dell'inflazione, implicitamente negatoria della curva di Phillips, non può poi altro che arrivare al seguente "gran finale"]. 
Tuttavia, anche il "lunatico" più "colomba" (dovish) della Fed deve ammettere che queste strategie avrebbero dei costi, incluso il divergere ampiamente dal corrente approccio della Fed. O forse no: "il price-level targeting, ha detto, è vantaggioso perché si adatta in modo "relativamente facile" a tale framework corrente."
Considerando che per la parte più cospicua di un decennio la Fed ha prescritto tassi di interesse più bassi e ZIRP [NdQ: politiche di tassi di interesse "zero"] come cura per l'economia moribonda degli USA, solo per invertire la direzione e poi proporre tassi più alti come soluzione di tutti i problemi, non è sorprendente che anche le più folli proposte siano  attualmente contemplate perché si adattano "in modo relativamente facile" al framework corrente". 

4. Non so a voi, ma a me pare che tutto questo sarcasmo sia fuori luogo.
L'unica cosa che si può condividere è che l'autoritarismo, "dei mercati", è intrinseco nel fatto (istituzionale) di lasciare che siano le banche centrali indipendenti a gestire problemi di equilibrio e di crescita dell'economia reale: cioè problemi di piena occupazione, e di de-valorizzazione del lavoro (dei cittadini comuni di tutto l'occidente), che si sono incartati in una minaccia di "bolla epocale". 
Ed appare evidente che sostenere il "reddito universale" (o di cittadinanza) è l'altra faccia di questo stesso autoritarismo.